Nato nel 1983 da un piccolo team interno a Compaq, il computer portatile rappresenta uno dei piú fulgidi esempi di design e miniaturizzazione dei costi e degli spazi della storia. In questo articolo rivedremo nel dettaglio la storia del PC portatile, dai primi prototipi alle migliori incarnazioni degli ultimi anni.
Il progetto Dynabook e il concetto di computer portatile
Quando, nel 1971, Alan Xerox presento il progetto Dynabook, si pensava che fosse fantascienza. Esso era un computer il quale necessariamente doveva connettersi ad altri dispositivi simili via rete. Questo dispositivo era, ahimè, poco più di un comune concept, non tanto per i costi di produzione o comunque per una questione economica, quanto più per il fatto che a inizio anni ’70 il mercato era pressochè inesiste, non era saturo e affollato come ora, che è invaso di dispositivi.
Osborne 1.
Dopo dieci anni dal concept di Dynabook, nel 1981, Alan Osborne presentò al mondo, l’Osborne 1, il primo calcolatore “trasportabile” della storia. Aveva molti limiti alla portabilità perche:
- pesava circa 11 chilogrammi
- aveva le dimensioni di una valigetta, che negli anni ’80 era di alquanto elevate dimensioni (vedi esempio qui sotto ↓)


L’Osborne 1 aveva una peculiarità rispetto a tutti i concorrenti: rispetto a tutti i Personal Computer (anche fissi) dell’epoca, era dotato di tante porte di Imput e di Output, una comodità mica da poco. Di seguito ecco tutto l’elenco.
- Doppia unità per dischi floppy (o floppy disk) da 120 kB l’uno
- Porta seriale
- Doppia porta in standard 9 PIN (utilizzata su console per videogiochi SEGA e Atari)
- Modem Integrato
- Porta esterna proprietaria per il collegamento a monitor esterni
- Porta per una tastiera esterna (utile in caso che la tastiera si guasti)
GRID Compass.
Dopo questo scomodo antenato, subito un anno dopo, nell’ Aprile 1982, la nota azienda di elettronica americana GRiD Systems Corporation presentò presso il Consumer Electronic Show (il CES) del 1982 il GRid Compass 1011, un gioiellino della tecnologia portatile, alla modica cifra di $8.150 (oggi sarebbero circa 25.000$), che, su tutti i fronti era superiore all’Osborne 1, che nell’anno precedente vendette a gonfie vele, ma vide un netto calo dal giugno 1982, a causa alla crescita di popolarità proprio del Compass, che era nettamente più performante e soprattutto si può considerare un computer portatile.

Veniva venduto con MS-DOS (Microsoft Disk Operating System) preinstallato e veniva dotato dei chipset Intel più performanti del momento, nonchè i più prestanti in termini assoluti, ovvero la gamma Intel 8086, oltre a 256kB di RAM e 384 kB di ROM racchiusa in dischi magneto-ottici impiegabili oltre ai comuni floppy disk. Inoltre, aveva un display LCD con la retro-illuminazione nativa dello schermo dalla risoluzione di 320 x 240 pixel, una vera manna dal cielo visto che prodotti più performanti ci arrivarono solo 20 anni dopo, con il rilascio del Nintendo™ 64 nel 1996, con risoluzione nativa di 320 x 240 px. Divenne tanto popolare da divenire storicamente il primo computer portatile NASA, utilizzato dall’ astronata americano John Creighton nel 1985 durante la missione STS-61B con lo Shuttle. Il processo di ingegnerizzazione del GRiD Compass iniziò nel primo trimestre del 1979 e termino con il rilascio al pubblico nel 1981.
Compaq e la rivoluzione Portable
Dopo l’ Osborne 1, il GRiD Compass 1011 e un piccolo tentativo da parte della compagnia “Gallivan Computers”, che portò sul mercato un device portatile alimentato a batteria e dal peso di 3 chilogrammi, la appena nata Compaq, fondata pochi mesi prima da Rod Canion, Jim Harris e Bill Murto, ex dipendenti di Texas Instruments, lanciò sul mercato un dispositivo che racchiudeva tutto ciò che di buono era stato fatto con i calcolatori portatili usciti fin’ora in un unico prodotto.

Questo è il Compaq Portable, rilasciato nel 1983. Penso non serva nemmeno a dirlo: fu un successone, entrò nella cultura pop di quegli anni e mai fino ad allora si era mai visto nulla di simile. Tecnicamente teneva testa ai migliori IBM, usando i chipset produttivi di ultima generazione di Intel, utilizzando uno schermo migliore sul fronte della visibilità di quello del GRiD Compass, in quanto era in grado di mostrare a schermo una palette cromatica di circa 24 colori, in confronto ai miseri 2 colori (nero e giallo) del GRiD Compass. A bordo arrivava con sistema proprietario, nato dopo che i programmatori modificarono alla bella e meglio il codice dei sistemi IBM, smontandone il codice a ritroso.

Compaq trovò dal Compaq Portable fonte di enorme guadagno, portando la compagnia a guadagni record nel 1983, tanto da portare Compaq a rischiare su versioni migliori del Portable. Sto parlando, ovviamente, di Compaq Portable II e III, che furono anch’essi successoni, che portavano modifiche al display, rendendolo più grande, al form factor e e alla componentistica interna.


Commodore SX-64
In concomitanza con il lancio di Compaq Portable, un’ altra multinazionale americana che aveva fatto fortuna negli anni precedenti lanciò sul mercato una serie di macchine portatili. La serie di dispositivi in questione è la serie SX-64, annunciata a gennaio 1983 e rilasciata al pubblico l’aprile stesso. Erano computer portatili che, per form factor e design erano molto simili al Compaq Portable, solo che , a differenza di quest’ultimo che generava guadagni a palate, la macchina Commodore, non fu in grado di imporsi, nonostante le ottime vendite. Il problema del Commodore SX-64 non era tanto l’hardware, in grado di rivaleggiare direttamente con la macchina Compaq, tanto più nel prezzo troppo alto e per il software di sistema molto limitato. Venne dismesso nel tardo 1986 dopo solo 3 miseri anni di produzione

Il computer portatile ai giorni d’oggi
Al giorno d’oggi, la realtà dei PC portatili è ben diversa dalla realtà degli anni ’80, sempre più minimal, sempre più sottili, sempre più innovativi. Ciò che però è stato, lo è stato di fondamentale importanza, non solo per noi consumatori, ma per l’industria, proprio perchè molti utenti preferiscono una soluzione più contenuta, a basso costo, piuttosto che macchine potentissime e che richiedono spazio. E tra questi mi ci metto pure io, proprio per una questione di spazio, per me sarebbe inamissibile un computer fisso e perciò un portatile fa al caso mio.
Ti consiglio di leggere gli altri approfondimenti storici di questo sito e… alla prossima!
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